Ai sensi della Legge 241/90 e successive modifiche ed integrazioni il cittadino può esercitare, nei confronti della Pubblica Amministrazione di interesse (esempio il Comune di residenza), il diritto ad accedere agli atti verso i quali lo stesso cittadino richiedente ha un interesse diretto, concreto, attuale e corrispondente ad una situazione che viene tutelata giuridicamente e che è collegata al documento oggetto della stessa richiesta di accesso agli atti. La richiesta di accesso agli atti deve contenere alcuni requisiti di seguito specificati :

1. il riferimento alla Legge 241/90 e s.m.i.;

2. i dati anagrafici ed il codice fiscale del richiedente/interessato;

3. occorre individuare dettagliatamente e con precisione l’atto o gli atti al quale
o ai quali si vuole accedere;

4. luogo,data e firma dell’interessato/richiedente.

Ricevuta la richiesta di accesso agli atti, la Pubblica Amministrazione, esempio il Comune, ha 30 giorni di tempo per poter rispondere. Se non risponde ci potrebbero essere, a seconda dei casi, delle conseguenze anche penali.

Occorre precisare che è sempre consigliato rivolgersi ad un professionista per la elaborazione e stesura della richiesta di accesso agli atti che non è un atto semplice perché, come sopra esposto, essa deve contenere delle precise indicazioni e se queste mancano la richiesta viene interpretata dalla Pubblica Amministrazione come richiesta semplice non come accesso agli atti, che fa scattare il conteggio dei 30 giorni e le successive conseguenze.

Ne deriva che la Pubblica Amministrazione potrà anche non rispondere e non avere conseguenze.

 

 

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